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DIMAGRIRE CON AIUTO

DIMAGRIRE CON AIUTO

Ogni periodo dell’anno, per un motivo o per un altro, vuoi per la ricorrenza di festività e conseguenti banchetti, vuoi per l’ozio delle vacanze estive che per taluni di traducono in una pigra altalenanza di riposo e cibo, porta con sé il rischio di perdere il controllo del proprio peso e rischiare di non apparire perfettamente in forma!

In realtà, questa premessa vuole approcciare in modo leggero un problema che in molti casi è tutto tranne che leggero: l’approccio al cibo e al mantenimento di una salutare (perché è questo l’importante, non l’aspetto esteriore e l’immagine) forma fisica.

In questo articolo ci limiteremo a riflessioni riguardo l’ottenimento e il mantenimento di tale condizione fisica senza addentrarci nello spinoso mondo dei seri disturbi alimentari quali a titolo esemplificativo bulimia ed anoressia: sono, queste, espressioni di un profondo malessere che non merita di essere affrontato superficialmente in un contesto come questo.

Nel nostro lavoro ci capita molto spesso, soprattutto ovviamente a partire dalla primavera dato l’imminente arrivo degli abiti meno coprenti, di ricevere richieste di consiglio riguardo prodotti e rimedi in grado di aiutare a perdere i chili in eccesso: purtroppo molto spesso il problema è principalmente di ordine mentale, nel senso che in primo luogo andrebbe fatto, da parte di ciascuno, un serio esame di coscienza per capire se si è motivati, quanto lo si è e soprattutto perché lo si è a riguadagnare una forma fisica che sia principalmente specchio di uno stato di salute.

Il primo passo è infatti quello di trovare la giusta motivazione: ho sottolineato che la spinta deve essere principalmente verso uno stato di benessere indipendentemente da questioni estetiche; è essenziale che ciascuno sia in equilibrio con sé stesso, questo è sostanzialmente ovvio, ma è altrettanto essenziale mantenere un approccio equilibrato e pieno di buon senso con l’immagine di sé stessi che lo specchio riflette.

La componente psicologica è essenziale: in un passato nemmeno troppo lontano, molti medici nutrizionisti abbinavano terapie antidepressive (Fluoxetina per esempio) a prescrizioni di integratori minerali e vitaminici coadiuvanti nelle diete ipocaloriche volte alla perdita di peso; tale elemento porta a comprendere quanto rilevante possa essere un supporto a livello della sfera emozionale nelle questioni concernenti il cibo e l’eliminazione di eccessi e peccati di gola. Giova in questo senso ricordare che il cibo, oltre che rispondere a una esigenza fisica puramente nutrizionale per il sostentamento della nostra macchina, ovvero il corpo umano, è anche una fonte di appagamento del circuito cerebrale del piacere; l’assunzione di farmaci serotoninergici quali la Fluoxetina serve proprio per compensare il venir meno di questo appagamento durante le diete e le privazioni alimentari.

Un ulteriore aiuto può venire da una preziosa figura professionale quale la Psicologa Nutrizionale, in grado di aiutarci a riconoscere ed eventualmente superare i nodi e i blocchi che possono impedire a un individuo di ottenere i risultati sperati.