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DOTTORE, HO MAL DI GOLA…..

DOTTORE, HO MAL DI GOLA…..

La stagione invernale porta con sé diversi malanni, legati al freddo, agli sbalzi di temperatura, al proliferare di virus e batteri perfettamente a loro agio con le basse temperature; in modo generico nell’articolo del mese di Dicembre abbiamo affrontato le tre principali manifestazioni stagionali di piccoli malanni a carico essenzialmente delle vie respiratorie.

Oggi ci dedichiamo ad uno di essi: “dottore, ho mal di gola…..”

Normalmente a questa frase introduttiva fa seguito o una richiesta di consiglio, o una richiesta di prodotto, di cui si è avuta esperienza in situazioni analoghe, di cui si è sentito parlare grazie al canale pubblicitario o nel vastissimo mondo del web; compito del farmacista è quello di approfondire correttamente la situazione genericamente espressa dal cliente/paziente, sia per poter dare il consiglio più corretto, sia per poter eventualmente confutare o modificare al meglio l’idea con la quale oggi sempre più spesso i clienti si presentano in farmacia.

Gli approcci più comuni al trattamento dei disturbi a carico della gola sono l’utilizzo di caramelle medicate, di spray e di collutori. Indipendentemente dalla forma farmaceutica scelta da ciascun paziente in ragione soprattutto delle proprie abitudini e comodità, la prima cosa da fare è cercare di individuare il corretto approccio in termini di principio attivo, cioè di farmaco o rimedio fitoterapico ad azione farmacologica.

Il mal di gola si esprime tipicamente a diversi livelli, dal semplice fastidio o bruciore fino al dolore acuto e costante che compromette le attività lavorative, soprattutto se richiedono l’uso della parola (tutte le attività a contatto con la gente a qualsiasi livello), fino a rendere complessa anche la nutrizione; è chiaro che l’approccio terapeutico e la scelta di limitarsi a rimedi di libera vendita o da consiglio del farmacista oppure rivolgersi al proprio medico per una visita approfondita dipenderanno dall’intensità dei sintomi locali e dalla comparsa di altra sintomatologia correlata quale per esempio la febbre o la tosse (soprattutto a carico dei bambini o delle persone anziane): in questa sede ci limitiamo come sempre ad affrontare solo le casistiche di nostra pertinenza.

Il novero dei principi attivi (farmaci o sostanze fitoterapiche) è ormai piuttosto ben definito, e non ci sono grandi novità che si presentano a disposizione del paziente di anno in anno. Tendenzialmente le composizioni dei prodotti presenti in commercio sono molto simili fra di loro, non tanto e non solo da un punto di vista qualitativo quanto da un punto di vista di logica compositiva: 

-Disinfettanti antisettici del cavo orale (Cetilpiridinio, Dequalinio, Alcool Benzilico e derivati, DiclorofenilCarbinolo), indicati per lievi disturbi, bruciori di grado moderato; in questa categoria si collocano anche i preparati fitoterapici a base a titolo esemplificativo di Propoli, Erisimo, Liquirizia, estratto di Semi di Pompelmo.

-Antinfiammatori (FANS quali soprattutto Benzidamina, Flurbiprofene e Naprossene), indicati per dolori più marcati con moderata compromissione delle normali funzioni . Siamo già ad un livello più alto, probabilmente non molto distante dal ritrovarsi nella necessità di una visita medica: l’utilizzo di preparati che contengano un FANS consente non solo la remissione dei sintomi ma anche la regressione dello stato infiammatorio che di tali sintomi è la causa scatenante

-Antibiotici locali (Tirotricina, GSE-Estratto di Semi di Pompelmo), eccellenti rimedi contro faringiti causate da infezioni di natura batterica di grado lieve o moderato; hanno tipicamente una più spiccata azione curativa del problema scatenante rispetto all’azione risolutiva dei sintomi, eventualmente affidata, se del caso, al contemporaneo utilizzo di rimedi analgesici più immediati.

-Ambroxolo: si apre un capitolo a sé stante, in quanto questa molecola è da anni in uso come fluidificante espettorante per la tosse in sciroppi, gocce o fiale per aerosol o per via orale, capsule a rilascio, buste per os; si è di recente scoperto che il medesimo farmaco, formulato in spray o compresse orosolubili, sviluppava anche una eccellente azione antinfiammatoria locale, per cui può ritenersi eccellente rimedio per tutte le faringiti causate o accompagnate da raucedine.

Molti altri possono essere i rimedi reperibili sul mercato; abbiamo scelto di affrontare i più comuni e noti.

Non resta che affrontare l’ultima questione: quale la miglior forma farmaceutica? In linea generale l’approccio migliore è quello con le caramelle orosolubili, dato il tempo di contatto più prolungato con la mucosa orale e la possibilità di fruirne in qualsiasi circostanza e ripetutamente nel corso della giornata, consentendo in tal modo ai principi attivi medicati di restare a contatto con la mucosa infiammata più a lungo. A questo si aggiunge la naturale protezione ed azione antinfiammatoria degli enzimi contenuti nella saliva, prodotta in misura maggiore in virtù semplicemente dell’atto di suzione della caramella stessa.

In seconda battuta,  ed eventualmente abbinabili alle caramelle medicate, si collocano gli spray, che hanno il limite della scarsa durata ma il grande vantaggio di poter esplicare un’azione mirata al punto dolente grazie all’erogatore e ad una concentrazione di principio attivo superiore rispetto alle altre forme farmaceutiche. Spesso si suggerisce un abbinamento tra spray e caramelle medicate al fine di esplicare una azione più completa sfruttando la sinergia tra i medicamenti in essi contenuti e i benefici strettamente connessi al modo con cui si usufruisce degli stessi.