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“DOTTORE, MI POTREBBE DARE QUALCOSA PER…..?”

“DOTTORE, MI POTREBBE DARE QUALCOSA PER…..?”

La stagione invernale porta con sé diversi malanni, legati al freddo, agli sbalzi di temperatura, al proliferare di virus e batteri perfettamente a loro agio con le basse temperature; nella pratica quotidiana in farmacia quasi quotidianamente capita di sentirsi richiedere un rimedio per due delle problematiche più comuni in questo periodo dell’anno: LA TOSSE E IL MAL DI GOLA

Per il titolo abbiamo scelto una tipica espressione introduttiva dei clienti, cui fa seguito o una richiesta di consiglio, oppure una richiesta di uno specifico prodotto, di cui si è avuta esperienza in analoghe situazioni precedenti, oppure di cui si è sentito parlare grazie al canale pubblicitario o nel vastissimo mondo del web; compito del farmacista è quello di approfondire correttamente la situazione genericamente espressa dal cliente/paziente, sia per poter dare il consiglio più corretto, sia per poter eventualmente confutare o modificare al meglio l’idea con la quale oggi sempre più spesso i clienti si presentano in farmacia (cosa che a qualche collega più attempato può sembrare una mancanza di rispetto….io penso sia una sfida molto intrigante oltreché un ottimo modo per mettersi alla prova!!)
Vediamo ora di affrontare le problematiche nello specifico!

TOSSE:
A seguito della richiesta di un rimedio per la tosse, la domanda che la clientela più si aspetta dal farmacista è probabilmente questa: è secca o grassa? Mi permetto di entrare nel dettaglio della questione esprimendo la mia opinione in merito. Innanzitutto la tosse è un riflesso dell’organismo in seguito a un fastidio o un disturbo o un qualsivoglia tipo di occlusione, sia essa parziale o totale; in quanto tale, non è necessariamente detto che tale riflesso debba essere eliminato o sedato….anzi…. Esistono certamente delle forme irritative, soprattutto a livello faringo-laringeo (quindi a carico della parte alta delle vie respiratorie), che esitano in una tosse stizzosa, molto secca e del tutto non produttiva (ovvero caratterizzata da assenza di catarro) che non ha nulla di positivo nel senso che non serve a liberare le vie respiratorie risultate in qualche modo intasate. In un caso come questo, a parer mio, il miglior approccio possibile prevede da un lato l’utilizzo di un sedativo e dall’altro quello di un antinfiammatorio, possibilmente per via inalatoria (di solito cortisonici nebulizzati, prescritti necessariamente dal medico) oppure per via orale (solitamente FANS ad uso sistemico). Questo è un caso che suggerisce decisamente di rivolgersi al medico di base, evitando non solo l’automedicazione ma anche di iniziare una terapia consigliata dal farmacista senza prima essersi fatti visitare.

 
Soprattutto nel corso della stagione invernale, la maggior parte delle manifestazioni di tosse sono causate da accumuli di placche di catarro, ovvero lunghe catene di materiale mucopolisaccaridico che si depositano lungo le pareti delle basse vie respiratorie rendendo difficoltosa la normale respirazione. Tale aumento nella produzione di muco e catarro può essere conseguenza di un semplice raffreddamento ma anche di infezioni microbiche, virali o batteriche che siano. Quando queste lunghe catene si legano vicendevolmente in modo saldo e ramificato, si creano depositi difficilmente espettorabili (ovvero eliminabili attraverso la tosse e il movimento muco ciliare). In casi come questo si rende necessario intervenire con rimedi MUCOLITICI (ovvero in grado di rompere questi legami rendendo più fluido il muco, quindi più facilmente espettorabile con qualche colpo di tosse) o ESPETTORANTI (coadiuvanti dell’azione del movimento muco-ciliare e della tosse); l’uso eccessivo di sedativi e calmanti della tosse in questi casi potrebbe essere non solo non necessario ma addirittura controproducente. Tra i SEDATIVI DELLA TOSSE presenti in commercio esistono diverse sostanze, alcune delle quali con un profilo di rischio molto basso ed effetti collaterali tali da consentirne l’impiego anche in pediatria, mentre altre sostanze richiedono molta accortezza nell’impiego per evitare effetti indesiderati potenzialmente molto spiacevoli

GOLA:
Gli approcci più comuni al trattamento dei disturbi a carico della gola sono l’utilizzo di caramelle medicate, di spray e di collutori. Indipendentemente dalla forma farmaceutica scelta da ciascun paziente in ragione soprattutto delle proprie abitudini e comodità, la prima cosa da fare è cercare di individuare il corretto approccio in termini di principio attivo, cioè di farmaco o rimedio fitoterapico ad azione farmacologica.

Il mal di gola si esprime tipicamente a diversi livelli, dal semplice fastidio o bruciore fino al dolore acuto e costante che compromette le attività lavorative, soprattutto se richiedono l’uso della parola (tutte le attività a contatto con la gente a qualsiasi livello), fino a rendere complessa anche la nutrizione; è chiaro che l’approccio terapeutico e la scelta di limitarsi a rimedi di libera vendita o da consiglio del farmacista oppure rivolgersi al proprio medico per una visita approfondita dipenderanno dall’intensità dei sintomi locali e dalla comparsa di altra sintomatologia correlata quale per esempio la febbre o la tosse (soprattutto a carico dei bambini o delle persone anziane): in questa sede ci limitiamo come sempre ad affrontare solo le casistiche di nostra pertinenza.

Il novero dei principi attivi (farmaci o sostanze fitoterapiche) è ormai piuttosto ben definito, e non ci sono grandi novità che si presentano a disposizione del paziente di anno in anno. Tendenzialmente le composizioni dei prodotti presenti in commercio sono molto simili fra di loro, non tanto e non solo da un punto di vista qualitativo quanto da un punto di vista di logica compositiva: 

 - Disinfettanti antisettici del cavo orale (Cetilpiridinio, Dequalinio, Alcool Benzilico e derivati, DiclorofenilCarbinolo), indicati per lievi disturbi, bruciori di grado moderato; in questa categoria si collocano anche i preparati fitoterapici a base a titolo esemplificativo di Propoli, Erisimo, Liquirizia, estratto di Semi di Pompelmo.

 - Antinfiammatori (FANS quali soprattutto Benzidamina, Flurbiprofene e Naprossene), indicati per dolori più marcati con moderata compromissione delle normali funzioni . Siamo già ad un livello più alto, probabilmente non molto distante dal ritrovarsi nella necessità di una visita medica: l’utilizzo di preparati che contengano un FANS consente non solo la remissione dei sintomi ma anche la regressione dello stato infiammatorio che di tali sintomi è la causa scatenante

 - Antibiotici locali (Tirotricina, GSE-Estratto di Semi di Pompelmo), eccellenti rimedi contro faringiti causate da infezioni di natura batterica di grado lieve o moderato; hanno tipicamente una più spiccata azione curativa del problema scatenante rispetto all’azione risolutiva dei sintomi, eventualmente affidata, se del caso, al contemporaneo utilizzo di rimedi analgesici più immediati.

 - Ambroxolo: si apre un capitolo a sé stante, in quanto questa molecola è da anni in uso come fluidificante espettorante per la tosse in sciroppi, gocce o fiale per aerosol o per via orale, capsule a rilascio, buste per os; si è di recente scoperto che il medesimo farmaco, formulato in spray o compresse orosolubili, sviluppava anche una eccellente azione antinfiammatoria locale, per cui può ritenersi eccellente rimedio per tutte le faringiti causate o accompagnate da raucedine.

Molti altri possono essere i rimedi reperibili sul mercato; abbiamo scelto di affrontare i più comuni e noti.
Non resta che affrontare l’ultima questione: quale la miglior forma farmaceutica? In linea generale l’approccio migliore è quello con le caramelle orosolubili, dato il tempo di contatto più prolungato con la mucosa orale e la possibilità di fruirne in qualsiasi circostanza e ripetutamente nel corso della giornata, consentendo in tal modo ai principi attivi medicati di restare a contatto con la mucosa infiammata più a lungo. A questo si aggiunge la naturale protezione ed azione antinfiammatoria degli enzimi contenuti nella saliva, prodotta in misura maggiore in virtù semplicemente dell’atto di suzione della caramella stessa.

In seconda battuta,  ed eventualmente abbinabili alle caramelle medicate, si collocano gli spray, che hanno il limite della scarsa durata ma il grande vantaggio di poter esplicare un’azione mirata al punto dolente grazie all’erogatore e ad una concentrazione di principio attivo superiore rispetto alle altre forme farmaceutiche. Spesso si suggerisce un abbinamento tra spray e caramelle medicate al fine di esplicare una azione più completa sfruttando la sinergia tra i medicamenti in essi contenuti e i benefici strettamente connessi al modo con cui si usufruisce degli stessi.