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L’INVERNO STA ARRIVANDO: QUALI POSSONO ESSERE LE MIGLIORI STRATEGIE?

L’INVERNO STA ARRIVANDO: QUALI POSSONO ESSERE LE MIGLIORI STRATEGIE?

L’inverno è alle porte,  anche se fino ad ora abbiamo avuto a che fare con un autunno decisamente mite: quando i rigori della stagione fredda arriveranno, avremo tutti a che fare con le patologie tipiche di questo periodo dell’anno.  In previsione di tutto ciò potrebbe essere opportuno attuare qualche misura preventiva facendo per lo più ricorso al mondo degli integratori alimentari, altrimenti definibili nutraceutici, e ai cosiddetti “lisati batterici”.

E’ opportuno ricordare che nulla è strettamente necessario quando si parla di integrazione e supporto, ma spesso alcune scelte strategiche possono fare realmente la differenza. 
Se pensiamo al binomio prevenzione-malattie invernali la prima cosa che viene immediatamente in mente è la vaccinazione antinfluenzale: questo però è riduttivo e apre un ambito, quello delle vaccinazioni, molto delicato e ampiamente dibattuto.
Una doverosa precisazione iniziale è che in questo articolo non ci addentreremo assolutamente nello spinoso argomento delle vaccinazioni, nemmeno relativamente a quella assai comune contro l’influenza. Non credo sia opportuno soffermarsi in questa sede a dibattere circa la vaccinazione contro l’influenza, sia per mancanza di tempo e spazio sia perché non ritengo sia questa la sede opportuna: vorrei solo sottolineare l’opportunità di operare la scelta senza condizionamenti esterni, senza seguire mode né farsi condizionare da demagogie di alcun genere; la scelta se vaccinarsi o meno andrebbe presa solo dietro opportuno consiglio medico. 

Quando si parla di strategie preventive si fa riferimento a differenti approcci, sia specifici sia aspecifici, per aumentare le difese immunitarie e ridurre, come detto, la probabilità di contrarre malattie stagionali, siano esse di origine batterica o virale.
Tra le patologie invernali di origine virale, la più comune nonché la più invalidante, seppur a decorso del tutto benigno in assenza di stati di malattia cronica preesistente, è l’influenza, causata da una tipologia di virus ben definita; essa si manifesta, come è noto, sotto forma di epidemia normalmente nel periodo a cavallo della fine dell’anno: i sintomi sono noti, febbre alta e forte senso di spossatezza. Antipiretici, riposo e abbondante reidratazione sono, di fatto, gli unici approcci terapeutici necessari anche perché l’influenza di per sé non provoca nessuna sintomatologia correlata. La vaccinazione antinfluenzale consente pertanto di ridurre l’incidenza solo di questo stato di malattia, non di tutte le patologie parainfluenzali non direttamente correlate o degli stati di raffreddamento, per non parlare delle patologie batteriche a carico dell’albero respiratorio. E’ però logico che durante uno stato influenzale le difese immunitarie si abbassano, il corpo si debilita e il rischio di altre patologie aumenta: è in quest’ottica che va valutata l’opportunità di vaccinarsi; un individuo con compromissione importante a livello cardiovascolare o respiratorio (pensiamo ai malati di BPCO, ovvero un BroncoPneumopatia cronica) può risentire in modo molto significativo non tanto dei due-tre giorni di febbre alta quanto di una potenziale infezione batterica che si presenti in seguito e che possa esitare in bronchiti o bronchioliti o polmoniti.
Nella grande maggioranza dei casi le patologie stagionali invernali decorrono senza lasciare conseguenze: generalmente tali patologie  si superano senza strascichi:  è evidente tuttavia che tanto maggiori sono i rischi di complicanze, tanto più utile e preziosa diviene la scelta di attuare strategie preventive.

Abbiamo dunque detto che prima del picco influenzale e durante tutto l’arco dell’inverno si presentano altre problematiche di origine virale o batterica, infettive e altamente contagiose quindi fortemente diffuse nella popolazione, che coinvolgono le vie aeree sia alte che basse: tonsilliti, bronchiti, bronchioliti (molto diffuse e molto debilitanti nei bambini molto piccoli), polmoniti, senza ovviamente dimenticare gli stati di raffreddamento che sono molto più fastidiosi che debilitanti. Tutte queste patologie possono essere ricorrenti, soprattutto nei bambini e negli anziani, creando quel vasto panorama di malattie parainfluenzali che possono rendere l’inverno molto lungo da affrontare e superare. 
Entriamo ora nel dettaglio delle strategie preventive di immunostimolazione, sia essa specifica oppure genericamente aspecifica.

IMMUNOSTIMOLAZIONE SPECIFICA: si tratta di preparati a base di lisati batterici, ovvero derivati dei ceppi patogeni, opportunamente trattati al fine di renderli innocui, conservando tuttavia nella struttura le parti in grado di stimolare la produzione di anticorpi da parte dell’organismo da proteggere; l’uso di questi preparati, da concordare con il medico curante, prevede cicli ripetuti, il primo dei quali è consigliato nel mese di settembre; tali prodotti  sono indicati per tutte le persone che durante l’inverno ricadono frequentemente in malattie batteriche delle vie aeree con conseguente ripetuto ricorso a terapie antibiotiche. Gli schemi di cura più comuni, come detto, prevedono tre cicli di dieci giorni intercalati da venti giorni di pausa, durante i quali si può pensare di ricorrere ai rimedi immunostimolanti aspecifici.

IMMUNOSTIMOLAZIONE ASPECIFICA: si tratta in questo caso di integratori a base solitamente di VITAMINA C , di Magnesio, di Zinco e di sostanze fitoterapiche (quali a titolo esemplificativo citiamo principalmente Echinacea e Uncaria) che hanno lo scopo di innalzare le difese dell’organismo, cioè la capacità da parte di qualsiasi individuo di difendersi da tutti gli agenti patogeni indistintamente, siano essi batterici o virali. In questa categoria rientrano anche i Probiotici, ovvero i più comunemente noti Fermenti lattici. Va ricordato infatti che la prima e principale difesa dell’organismo risiede a livello della flora batterica intestinale, la cui florida integrità è essenziale per poter affrontare al meglio la lunga stagione fredda.

Le diverse strategie, come detto, non si escludono vicendevolmente: il medico di base o il farmacista possono essere un valido supporto per ottenere gli opportuni consigli.