LA FARMACIA DEI SERVIZI AI TEMPI DEL COVID

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LA FARMACIA DEI SERVIZI AI TEMPI DEL COVID

      LA FARMACIA DEI SERVIZI AI TEMPI DEL COVID

LA FARMACIA DEI SERVIZI AI TEMPI DEL COVID

E’ inutile provare ad eludere l’argomento….anche se parliamo di farmacia dei servizi, dobbiamo confrontarci con il COVID! Siamo condizionati in tutto e per tutto da quanto è iniziato ormai quasi DUE ANNI fa, e che probabilmente ci accompagnerà ancora per un po’. In questa sede però non voglio parlare di COVID; oggi vorrei parlare di ciò che come farmacisti osserviamo e viviamo lavorando tutti i giorni a contatto con la gente, con la sanità e con i problemi di salute della nostra società: i pazienti e i problemi di salute….ovvero RIPORTIAMO I PAZIENTI AL CENTRO!!!

Già un anno fa, sull’onda dell’allarme lanciato dalle autorità sanitarie e coerentemente con quanto pubblicato da Federfarma in seguito ai report sulle prescrizioni di terapie per malattie e disturbi cronici, scrissi un articolo che iniziava più o meno così: “riportiamo il paziente, con i suoi problemi di salute, cronici o acuti che siano, al centro dell’attenzione….”. Il senso di ciò che scrivevo era che, dopo alcuni mesi di totale sbandamento, con sostanziale chiusura dei centri ospedalieri e degli ambulatori dei medici, giustificato dalla situazione di emergenza senza precedenti in cui ci siamo trovati, era necessario ritrovare il focus su tutti i pazienti e su tutte le problematiche di salute, sia che si trattasse di eventi acuti, sia che si trattasse di problemi cronici, destinati inevitabilmente a peggiorare se non adeguatamente controllati e seguiti. Purtroppo non siamo ancora tornati a regime, e credo che molti di noi abbiano avuto modo di vivere o conoscere storie in cui le difficoltà a trovare posti liberi per visite, esami, ricoveri o interventi hanno causato disagi molto seri ai pazienti: non mi permetto di entrare nel merito della questione esprimendo un giudizio su qualcosa che non vivo, non gestisco e non conosco; posso però osservare quanto l’attenzione generale sia ancora troppo condizionata unidirezionalmente da tutto quanto attiene al COVID. 

Da molti anni la farmacia ha intrapreso un percorso evolutivo per plasmarsi in modo da non essere solo un punto di distribuzione di farmaci e presidi sanitari, bensì un vero e proprio primo punto di riferimento sul territorio dove poter monitorare il proprio stato di salute attraverso una serie di servizi di screening, alcuni eseguiti in modo diretto, altri in collaborazione con le ATS locali. 

Consentitemi un brevissimo inciso a ritroso: due anni fa, poco prima che l’onda lunga del COVID arrivasse a stravolgere le nostre vite, ospite di una trasmissione televisiva di una emittente locale (per chi fosse interessato, la registrazione può essere visibile a questo link: https://youtu.be/QoltuzOtiHk), avevo parlato proprio della FARMACIA DEI SERVIZI, così come voluta nei progetti condivisi da Federfarma e da tutti gli altri attori del sistema sanitario; il punto cruciale intorno a cui ruota questa idea, che è di fatto già una realtà, è l’attenzione al paziente cronico e alla cronicità in generale, a partire proprio dalle strategie preventive cui accennavo, volte ad intercettare le patologie croniche prima che diventino invalidanti, fino alla verifica dell’aderenza da parte del paziente alle terapie prescritte. Obiettivo chiaro è ridurre l’incidenza di queste nuove patologie croniche (soprattutto in stadio avanzato, con conseguenze ovviamente potenzialmente pesanti sia per il paziente che per il sistema sanitario che poi se ne deve fare carico): monitorare lo stato di salute dei cittadini con campagne di screening e controllo (diabete, ipertensione, cuore, circolazione, osteoporosi,…..sono solo alcuni degli esempi più noti e ancora diffusi) serve essenzialmente ad intercettare potenziali individui a rischio e sottoporli a controlli più approfonditi prima che i segnali di allarme possano creare una condizione pericolosa. Allo stesso tempo, la verifica della aderenza terapeutica è uno step essenziale per evitare che un paziente, non attenendosi adeguatamente alle terapie prescritte, possa incorrere in un insuccesso terapeutico. Una stretta collaborazione tra tutti gli organi del sistema sanitario dovrebbe quindi diventare un efficiente network all’interno del quale l’individuo venga seguito ed accompagnato nel decorso della sua malattia, mettendo in atto tutte le strategie possibili per evitare che lo stato di salute possa degenerare e portare a conseguenze pesanti. 

Ciò che abbiamo osservato in questi ultimi mesi, soprattutto da inizio 2021, è stato un progressivo allargamento dei cosiddetti “servizi” che la farmacia è stata chiamata ad erogare ai pazienti: prenotazione (e da poco per chi ha scelto di aderire anche esecuzione) dei vaccini, esecuzione dei tamponi e rilascio dei green pass sono diventati davvero predominanti rispetto a qualsiasi altro servizio!! Personalmente non sono del tutto d’accordo sul fatto che le farmacie debbano occuparsi di una pratica sostanzialmente amministrativa come la registrazione (del tutto passiva….non avevamo modo di fare null’altro se non inserire dei dati in un portale e stampare dei fogli con cui presentarsi nei centri vaccinali) di un appuntamento o la stampa di un lasciapassare, pur riconoscendo l’utilità per i pazienti di poter entrare in farmacia (unico luogo, non dimentichiamolo, della catena del sistema sanitario dove ci si può recare liberamente, tutti i giorni, quando si vuole senza alcuna limitazione né appuntamento!) per richiedere quanto necessario per affrontare al meglio questa fase della pandemia. Ritengo che le farmacie possano e debbano essere al servizio del cittadino per aiutarlo e sostenerlo, ma questo dovrebbe essere circoscritto a quanto di pertinenza al nostro lavoro, e soprattutto dovrebbe essere limitato a ciò su cui noi possiamo intervenire in modo attivo per essere più utili possibile: non è granchè appagante da un punto di vista professionale, per esempio, ritrovarsi a stampare un foglio (il tanto agognato GREEN PASS) a volte richiesto con scarsa cortesia, quasi fosse un atto dovuto per il solo fatto di avere, come categoria, aderito a questo servizio. Dei tamponi ne abbiamo ampiamente parlato. Da farmacista, tuttavia, auspico un ritorno quanto più precoce possibile alla FARMACIA DEI SERVIZI incentrata su problematiche ed esigenze di tipo sanitario…..perchè questo è  e deve rimanere il nostro principale obiettivo!!! 

LA FARMACIA DEI SERVIZI

Un ruolo centrale sul territorio come presidio a tutela della salute per il cittadino

Negli ultimi anni sono stati studiati e successivamente approvati una serie di decreti volti a dare alle farmacie una differente impronta, sempre più al servizio dei cittadini: la farmacia dei servizi, un’idea nata più di dieci anni fa ed ora in procinto di divenire realtà.

Il modello del nuovo millennio prevede che le farmacie capillarmente presenti sul territorio nazionale, peraltro aumentate di numero grazie all’attuazione del decreto Monti di revisione della pianta organica e del numero di aperture per numero di abitanti, divengano per i cittadini non solo punto di distribuzione del farmaco prescritto o di libero acquisto, ruolo che da sempre è riconosciuto alle farmacie stesse, ma anche primo presidio per la tutela della salute del cittadino.

In cosa consiste la farmacia dei servizi? In che senso si pone come presidio per la tutela della salute? Sono queste le principali domande che sorgono dinanzi a questo progetto. In sostanza l’idea è quella di affiancare al ruolo di distribuzione del farmaco quello di supporto per il cittadino per controllare il proprio stato di salute e per verificare e confermare l’aderenza alla terapia, allo scopo di evitare che terapie prescritte dal medico si rivelino inefficaci per mancanza di informazione completa, al paziente o a chi del paziente stesso di occupa, relativamente a modi e tempi di assunzione del farmaco, per malintesi o semplicemente per scarsa compliance, problema questo assolutamente cronico e molto difficile da eradicare.

Il principio ispiratore è perciò quello di fare in modo che il paziente si senta sempre accompagnato per mano durante la cura, sia essa cronica a lungo termine oppure di breve periodo, da parte non solo del medico di base, figura di insostituibile riferimento cui il farmacista si vuole semplicemente affiancare come supporto professionalmente qualificato, ma anche del farmacista di fiducia; il farmacista dal canto suo avrà l’onere di verificare che il paziente si attenga correttamente nei tempi e nei modi alle terapie prescritte. 

Il modello della farmacia dei servizi prevede però non solo un ruolo di verifica, controllo e supporto per il cittadino, ma anche di polo dove poter trovare prestazioni di prima necessità rapidamente e facilmente accessibili

In ambito medico-salutistico infatti sempre più si stanno diffondendo strategie e protocolli finalizzati alla prevenzione degli stati di malattia e all’importanza di uno stile di vita attento e, seppur senza eccedere, controllato. Osservando le statistiche relative ai farmaci etici (soprattutto in regime SSN) venduti mensilmente nelle farmacie italiane, si evidenzia una netta prevalenza dei farmaci destinati a disturbi dell’apparato cardiovascolare, siano esse cardiopatie, stati ipertensivi o problematiche del circolo periferico. In questo contesto, una corretta prevenzione può dare risultati eccellenti. 

Non tutto logicamente può essere prevenuto e nemmeno evitato semplicemente attenendosi a una buona condotta di vita e alle linee guida stilate dagli organi competenti nei vari ambiti di interesse medico; è altrettanto noto che, pur non essendo quella medica una scienza esatta, le probabilità di incorrere in conseguenze poco piacevoli aumentano proporzionalmente allo scostamento dai suggerimenti stilati dal personale scientifico.

Fare prevenzione significa provare a ridurre l’impatto di alcuni elementi che possono determinare la comparsa di una alterazione del corretto funzionamento dell’organismo; fare prevenzione significa sostanzialmente prendersi cura di sé. È chiaro che il fattore-tempo in ambito preventivo è fondamentale: più precocemente si evidenziano eventuali scostamenti dalla condizione ideale e maggiori sono le possibilità di successo nel ridurre i rischi per la salute. Tra i vari ambiti di interesse sanitario, probabilmente la sfera CARDIOVASCOLARE è quella in cui le farmacie possono giocare un ruolo più importante nell’ottica di supportare il cittadino nelle strategie di prevenzione. Senza addentrarci in modo specifico nella questione, potremmo brevemente ricordare che negli anni le autorità competenti hanno stilato una TABELLA DEI FATTORI DI RISCHIO per aiutare il cittadino a valutare al meglio il proprio stato di salute e il proprio grado di rischio.

Gli elementi elencati in questa tabella comprendono:

-FATTORI NON MODIFICABILI (età, sesso, familiarità…più si va avanti negli anni e maggiore è statisticamente il rischio di incorrere in un evento acuto quale infarto o ictus per esempio; gli uomini hanno una maggiore predisposizione delle donne e una storia familiare positiva per queste problematiche aumenta le probabilità che tali eventi possano ripetersi): su questi fattori non si può intervenire per apportare correttivi; non si può modificare il proprio codice genetico né cancellare l’incidenza dell’ereditarietà di rischi cardiovascolari né fermare il tempo che scorre; si deve però fare informazione in modo che gli individui interessati siano sensibilizzati a un più attento e assiduo controllo per evitare di intervenire troppo tardi.

-FATTORI MODIFICABILI (ipertensione arteriosa, peso, colesterolo, diabete, fumo, non corrette abitudini alimentari, stile di vita, BMI ovvero indice di massa corporea): sono, questi, tra i principali elementi che aumentano le probabilità di problematiche cardiovascolari a causa dell’impatto negativo su un sistema cardiovascolare costretto a lavorare in condizioni di affanno e di sovraccarico; vasi sanguigni intasati di placche di colesterolo, induriti da anni di fumo, sono un ostacolo al corretto flusso di sangue attraverso un corpo eccessivamente appesantito che richiede al cuore uno sforzo eccessivo per assolvere al suo ruolo di pompa

A questo punto, osservando gli elementi riportati nella parte dei fattori MODIFICABILI, la FARMACIA DEI SERVIZI può giocare un ruolo molto utile: molti pazienti controllano abitualmente la pressione del sangue, il diabete e il colesterolo (anche se più correttamente andrebbe valutato l’intero profilo lipidico determinando la frazione potenzialmente problematica del colesterolo stesso e quindi l’impatto sul sistema circolatorio): apparecchiature per le autoanalisi sempre più sofisticate ed affidabili sono oggi a disposizione quotidianamente dei clienti delle farmacie. Per quanto riguarda la misurazione della pressione arteriosa, si possono trovare in farmacia sfigmomanometri in grado di evidenziare un potenziale rischio di fibrillazione atriale o comunque alterazioni della regolarità del battito che possono, di concerto con il medico di base, essere immediatamente valutati e analizzati con un elettrocardiogramma eseguito in farmacia e refertato in brevissimo tempo grazie alla telemedicina, sviluppatasi sempre più grazie anche alla collaborazione con Federfarma e alla creazione di una piattaforma web dedicata a questa importantissima attività.

In ambito di telemedicina, oltre alla possibilità di effettuare elettrocardiogrammi, in farmacia è possibile eseguire monitoraggi nelle 24 ore sia della pressione arteriosa (Holter pressorio) sia dell’attività cardiaca (Holter dinamico): l’affidabilità è garantita da apparecchiature certificate e soprattutto dalla collaborazione con una equipe di cardiologi che referta i tracciati registrati. Il grande vantaggio ancora una volta è la comodità e quasi sempre anche la tempestività; se tutte le farmacie italiane aderissero a questo progetto, ogni paziente avrebbe a disposizione questi preziosi strumenti a poche centinaia di metri da casa, con tempi di attesa decisamente ridotti e senza il disagio di doversi recare in ospedale per applicare lo strumento, toglierlo e poi per ritirare il referto: la comodità e il tempismo spesso sono fattori che consentono di superare lo scetticismo di pazienti poco convinti.

I monitoraggi sopraelencati sono eseguibili in un numero sempre crescente di farmacie sul territorio (oltre che ovviamente nei centri ospedalieri), con considerevole aumento della fruibilità e della comodità: lo scoglio che la sperimentazione ora avviata dovrà superare è quello della creazione di una convenzione con il SSN anche per le prestazioni eseguite in farmacia.

Il sistema di controllo prevenzione e tutela della salute del cittadino deve essere uno solo e deve risultare dalla stretta e crescente collaborazione tra tutti gli attori coinvolti: i presidi ospedalieri, i medici di base e le farmacie, sempre e solo nell’ottica di tutelare i pazienti e il loro stato di salute.

Un ultimo ma non meno significativo aspetto nella tutela della salute è l’informazione: un cittadino informato è potenzialmente soggetto a minore rischio rispetto a chi non lo è. Per questa ragione da qualche tempo abbiamo reso pubblico un sito internet (www.farmaciavisini.it) all’interno del quale nell’apposita sezione sono riversati regolarmente articoli di informazione sugli argomenti più frequentemente oggetto di consigli o richieste durante il lavoro in farmacia. Inoltre è attiva la pagina Facebook (Farmacia Visini) dove, accanto alle promozioni e alle iniziative di carattere commerciale, si possono trovare estratti degli articoli di cui sopra, brevi consigli su varie tematiche e riferimenti a tutte le iniziative organizzate in farmacia.