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LA FARMACIA DEI SERVIZI AI TEMPI DEL COVID

LA FARMACIA DEI SERVIZI AI TEMPI DEL COVID

E’ inutile provare ad eludere l’argomento….oggi tutto quanto si ricollega al COVID! Siamo condizionati in tutto e per tutto da quanto iniziato ormai quasi 18 mesi fa, e che probabilmente ci accompagnerà ancora per un po’. Oggi però non voglio parlare di COVID; oggi vorrei parlare di ciò che come farmacisti osserviamo e viviamo lavorando tutti i giorni a contatto con la gente, con la sanità e con i problemi di salute della nostra società.

Un anno fa circa scrissi un articolo che iniziava più o meno così: “riportiamo il paziente, con i suoi problemi di salute, cronici o acuti che siano, al centro dell’attenzione….”. Il senso di ciò che scrivevo era che, dopo alcuni mesi di totale sbandamento, con sostanziale chiusura dei centri ospedalieri e degli ambulatori dei medici, giustificato dalla situazione di emergenza senza precedenti in cui ci siamo trovati, era necessario ritrovare il focus su tutti i pazienti e su tutte le problematiche di salute, sia che si trattasse di eventi acuti, sia che si trattasse di problemi cronici, destinati inevitabilmente a peggiorare se non adeguatamente controllati e seguiti. Purtroppo non siamo ancora tornati a regime, e credo che molti di noi abbiano avuto modo di vivere o conoscere storie in cui le difficoltà a trovare posti liberi per visite, esami, ricoveri o interventi hanno causato disagi molto seri ai pazienti: non mi permetto di entrare nel merito della questione esprimendo un giudizio su qualcosa che non vivo, non gestisco e non conosco; posso però osservare quanto l’attenzione generale sia ancora troppo condizionata unidirezionalmente da tutto quanto attiene al COVID.

Da molti anni la farmacia ha intrapreso un percorso evolutivo per plasmarsi in modo da non essere solo un punto di distribuzione di farmaci e presidi sanitari, bensì un vero e proprio primo punto di riferimento sul territorio dove poter monitorare il proprio stato di salute attraverso una serie di servizi di screening, alcuni eseguiti in modo diretto, altri in collaborazione con le ATS locali.

Consentitemi un brevissimo inciso a ritroso: lo scorso anno, ospite di una trasmissione televisiva di una emittente locale, avevo parlato proprio della FARMACIA DEI SERVIZI, così come voluta nei progetti condivisi da Federfarma e da tutti gli altri attori del sistema sanitario; il punto cruciale intorno a cui ruota questa idea, che è di fatto già una realtà, è l’attenzione al paziente cronico e alla cronicità in generale, a partire proprio dalle strategie preventive cui accennavo, volte ad intercettare le patologie croniche prima che diventino invalidanti, fino alla verifica dell’aderenza da parte del paziente alle terapie prescritte. Obiettivo chiaro è ridurre l’incidenza di queste nuove patologie croniche (soprattutto in stadio avanzato, con conseguenze ovviamente potenzialmente pesanti sia per il paziente che per il sistema sanitario che poi se ne deve fare carico): monitorare lo stato di salute dei cittadini con campagne di screening e controllo (diabete, ipertensione, cuore, circolazione, osteoporosi,…..sono solo alcuni degli esempi più noti e ancora diffusi) serve essenzialmente ad intercettare potenziali individui a rischio e sottoporli a controlli più approfonditi prima che i segnali di allarme possano creare una condizione pericolosa. Allo stesso tempo, la verifica della aderenza terapeutica è uno step essenziale per evitare che un paziente, non attenendosi adeguatamente alle terapie prescritte, possa incorrere in un insuccesso terapeutico. Una stretta collaborazione tra tutti gli organi del sistema sanitario dovrebbe quindi diventare un efficiente network all’interno del quale l’individuo venga seguito ed accompagnato nel decorso della sua malattia, mettendo in atto tutte le strategie possibili per evitare che lo stato di salute possa degenerare e portare a conseguenze pesanti.

Ora, è chiaro che in uno scenario come quello della primissima fase della pandemia, il sistema sanitario, medico e ospedaliero, non avrebbe mai potuto fare nulla di diverso da ciò che ha provato a fare: invaso da pazienti gravi affetti da infezione da COVID-19, ha necessariamente dovuto convertire ogni letto ed ogni reparto per accogliere questi malati, a partire dalle degenze fino alle terapie intensive; per lunghe interminabili settimane abbiamo tutti ricevuto informazioni agghiaccianti che mai e poi mai avremmo immaginato di poter ricevere. Questo è stato. E non poteva essere fatto nulla di diverso. A partire dalla tarda primavera dello scorso anno le cose sono cambiate, fino allo scenario attuale che ancora non sappiamo dove porterà. Nel frattempo, però, le patologie croniche hanno continuato ad esistere, ed è impensabile che l’avvento della pandemia possa aver ridotto l’incidenza di ciò che costantemente ha richiamato l’attenzione degli operatori sanitari negli anni passati.

Ciò che abbiamo osservato in questi mesi, soprattutto da inizio 2021, è stato un progressivo allargamento dei cosiddetti “servizi” che la farmacia è stata chiamata ad erogare ai pazienti: prenotazione dei vaccini, esecuzione dei tamponi e rilascio dei green pass sono diventati davvero predominanti rispetto a qualsiasi altro servizio!! Personalmente non sono del tutto d’accordo sul fatto che le farmacie debbano occuparsi di una pratica sostanzialmente amministrativa come la registrazione (del tutto passiva….non avevamo modo di fare null’altro se non inserire dei dati in un portale e stampare dei fogli con cui presentarsi nei centri vaccinali) di un appuntamento o la stampa di un lasciapassare, pur riconoscendo l’utilità per i pazienti di poter entrare in farmacia (unico luogo, non dimentichiamolo, della catena del sistema sanitario dove ci si può recare liberamente, tutti i giorni, quando si vuole senza alcuna limitazione né appuntamento!) per richiedere quanto necessario per affrontare al meglio questa fase della pandemia. Ritengo che le farmacie possano e debbano essere al servizio del cittadino per aiutarlo e sostenerlo, ma questo dovrebbe essere circoscritto a quanto di pertinenza al nostro lavoro, e soprattutto dovrebbe essere limitato a ciò su cui noi possiamo intervenire in modo attivo per essere più utili possibile: non è stato affatto piacevole ritrovarsi nella condizione, soprattutto a gennaio/febbraio, di ricevere domande relative alle vaccinazioni (cosa, come, ecc….) e non essere purtroppo in grado di rispondere nulla di diverso da quanto riportato sui moduli da stampare e consegnare ai pazienti. Allo stesso modo non è granchè appagante da un punto di vista professionale ritrovarsi a stampare un foglio (il tanto agognato GREEN PASS) a volte richiesto con scarsa cortesia, quasi fosse un atto dovuto per il solo fatto di avere, come categoria, aderito a questo servizio.

Un discorso diverso meritano i tamponi rapidi antigenici. Siamo stati tra i primi ad aderire, perché convinti della grande utilità di poter fornire ai pazienti uno strumento di primo screening rapido e facilmente raggiungibile; se la via indicata per uscire dalla situazione di emergenza è ricercare e isolare i contagi e i contatti per ridurre quanto più possibile la diffusione di focolai di infezione, è chiaro che quanto più si allargano le possibilità di eseguire un tampone per la popolazione, tanto più facilmente si potranno intercettare le situazioni critiche e i contagi. Con questo spirito, e con la voglia di mettere a disposizione della gente le conoscenze teoriche acquisite negli anni in quanto farmacista, e l’esperienza maturata in questo periodo, ci siamo lanciati in questo ulteriore servizio: obiettivo era dare al paziente che di volta in volta si presentava non solo il tanto agognato “esito negativo” ma anche spiegazioni, delucidazioni, informazioni, cercando di dipanare i dubbi e le domande di ciascuno. Nel corso delle settimane, raccogliendo queste domande, avevamo preparato un articolo, uscito su questa testata qualche mese fa, contenente le risposte che ci sembravano più interessanti per la popolazione. Ad ogni persona abbiamo chiesto il motivo per cui voleva eseguire il tampone….per curiosità e anche per provar a fornire spiegazioni e supporto laddove richiesto, opportuno o necessario. Non è facile per chi non è addetto ai lavori comprendere in modo chiaro tutto quanto attiene ai diversi test, a come vengono eseguiti, e quali informazioni forniscono, per cui informare era, a nostro avviso, un compito essenziale….e lo è tuttora! Il campione delle persone che si presenta per eseguire un tampone oggi è drasticamente cambiato rispetto a quando abbiamo cominciato questo servizio: oggi l’esigenza principale è di ottenere un lasciapassare per viaggi, eventi, concorsi, ecc…. è molto raro incontrare persone che manifestano sintomi o sospetti di contatto con persone positive….ed è diventato sempre meno frequente il dover fornire spiegazioni scientifiche e sanitarie. Questo è ovviamente un elemento molto positivo perché denota una riduzione della diffusione di sintomatologie riconducibili a infezione da COVID. Con il cambiamento del campione rappresentativo, e con la drastica riduzione delle esigenze di tipo medico-sanitario di chi viene da noi, si è ovviamente ridotta l’esigenza di avere delucidazioni, fare domande ed ottenere da noi spiegazioni e risposte….da un punto di vista professionale è diventato un servizio meno appagante, anche se oggettivamente resta di estrema utilità date le restrizioni in essere.

Da farmacista, auspico un ritorno quanto più precoce possibile alla FARMACIA DEI SERVIZI incentrata su problematiche ed esigenze di tipo sanitario…..perchè questo è e deve rimanere il nostro principale obiettivo!!!